Américo Pascual Caramuta

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Il Maestro Américo Pascual Caramuta, di origini italiane, nasce il 28 ottobre 1926 a Rosario, Argentina. Qui inizia lo studio del pianoforte sotto la guida della sorella maggiore, e già all'età di 6 anni sente che il pianoforte è la sua strada: “la musica è un linguaggio della comunicazione, e io lo scelsi prima di parlare”. Nel 1946 si diploma al Conservatorio Claeys di Rosario.

Nel 1949 vince una speciale borsa di studio messa a disposizione dal governo argentino per i musicisti più meritevoli, e la mantiene per i sette anni in cui è allievo esemplare di Ruwin Erlich e Vincenzo Scaramuzza. Di quest'ultimo dirà in seguito: “non ho mai dovuto cambiare la scuola pianistica che mi trasmise, devo a lui il livello a cui oggi sono arrivato”. Per assecondare i desideri del padre, in quegli anni Caramuta si laurea anche in ingegneria meccanica. Ma il suo talento musicale predomina: nel 1956 vince una borsa di studio universitaria che lo porta fino in Italia, come allievo del Maestro Carlo Zecchi presso l'Accademia di Musica di Roma.

Nel 1957 è nominato Professore Assistente all'Accademia di Musica di Siena. Nel 1958 si trasferisce a Madrid, dove rimane fino al 1967. Qui, l'Istituto di Cultura Ispanica promuove la sua carriera concertistica riconoscendogli diversi premi. Nel suo periodo spagnolo si esibisce in centinaia di concerti e gli viene affidata la direzione di svariate serie musicali della Radio Nazionale di Barcellona. 

Nel 1967 accetta la cattedra di Professore all'Università Nazionale del Messico: dapprima docente per i corsi post-laurea, nel 1971 diventa, presso il dipartimento umanistico, ricercatore titolare del suo proprio sistema: “Fenomenologia della tecnica pianistica”. Prosegue il suo perfezionamento in altre città del vecchio continente, finché, nel 1972, decide di mettere radici negli Stati Uniti, a Cherry Hill, New Jersey, dedicandosi contemporaneamente alla didattica e alla carriera solistica. Diviene artist in residence presso il Beaver College of Music in Pannsylvania, ed è qui che avviene il suo debutto  “americano”. Il suo pianismo prende il volo: è la volta della Carnegie e della Alice Tully Hall (Lincoln Center, New York), dell'Auditorium di Pechino (dove è in tournée con l'orchestra di Tianjin), ma anche delle Isole Canarie, della Corea, di Vienna e Salisburgo, Odessa e di nuovo Madrid.

Caramuta è anche dottore in teologia presso la Pontificia Università del Messico e come tale viene invitato da diverse associazioni teologiche, tra cui la Hoshin University di Seoul, a tenere seminari concernenti la relazione tra musica e teologia. Inoltre è direttore del dipartimento di musica della Fondazione Fernando Rielo di Madrid.
Il suo sistema tecnico, filosofico e didattico, compendiato nella Fenomenologia della tecnica pianistica e considerato soprattutto in Messico e negli USA un significativo contributo alla filosofia e alla tecnica del pianoforte, è adottato dalle università più accreditate degli Stati Uniti: negli anni '80 Caramuta è professore aggiunto della Rutgers-Camden, del Burlington County College, della City University of New York.

Negli anni '90, probabilmente in seguito a vicende personali, si trasferisce a Busseto, in provincia di Parma (Italia), dove conta di aprire una scuola fenomenologica. Il quotidiano locale fa uscire diversi articoli in merito all'intenzione di Caramuta di attivare corsi di Fenomenologia, ma il progetto non si realizzerà. Negli anni in cui è a Busseto, inizialmente presso una comunità di monaci Identes, una congregazione religiosa fondata da Fernando Rielo, Caramuta è in giuria al concorso lirico “Voci Verdiane”; collabora con l'Istituto Peri di Reggio Emilia, tenendo diverse master class ed esibendosi al Teatro della Cavallerizza. 
Alla fine degli anni '90 si trasferisce a Lanuvio, presso Roma, ospite di un convento di benedettini. Di fede protestante, Caramuta dichiara tuttavia di voler prendere i voti e indossa l'abito talare; in quel periodo annota riflessioni a carattere prettamente teologico, dove manifesta un crescente disagio a livello relazionale e il desiderio di tornare a mettersi in gioco come professionista. Irriducibile nel suo proposito di fondare la scuola fenomenologica, rinuncia ai voti e si trasferisce a Latina ed entra a far parte di un gruppo di medici che si occupano, tra le altre specialità, delle patologie legate allo studio dello strumento musicale.
Il 16 ottobre 2003 muore all'ospedale di Latina, pochi giorni dopo il ricovero “per polmonite”.
Il suo pianoforte viene venduto per pagare i funerali che si svolgono due giorni più tardi.

Il testo e i video correlati sono estratti da:
Giovanna Conti, Fenometologia della Musica. L’uomo e la sua Melodia Arcaica: fenomeno tra i fenomeni, 
Azzali Editori, Parma, 2012.
Fenomenologia
della tecnica pianisticaFenomenologia_della_tecnica.html